La strada verso Marte

Planet mars from Space

(Hitting the road on Mars)

Pistoia, 04/05/2013

Nell’auditorium dedicato a Tiziano Terzani all’interno del moderno complesso della biblioteca comunale di Pistoia, una rappresentanza del Gr.A.M. ha assistito ad una magistrale conferenza sull’esplorazione di Marte.

 

Planet mars from Space

Nagin Cox, ingegnere del JPL (Jet Propulsion Laboratory) in California, ha intrattenuto una gremita aula di curiosi, appassionati e studenti. Inizialmente la Cox ha fornito una rapida carrellata delle missioni esplorative su Marte. Fin dal primo atterraggio avvenuto nel 1967, attraverso alcuni fallimenti sia americani che di altri paesi, Marte è stata oggetto di numerose “invasioni”, di sonde e dei moduli Rover che hanno iniziato a fotografare e analizzare il terreno marziano.

La Cox si è poi concentrata sull’ultimo robot inviato su Marte, Curiosty. Di questo rover, che è grande come una automobile Mini,

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abbiamo potuto osservare l’atterraggio che ha dell’incredibile. Il controllo dalla Terra è stato totale: il rover è atterrato il 5 ottobre 2012 con una precisione estrema, con un margine di errore di circa 100 metri (per un pianeta che dista più di 300 milioni di chilometri dalla Terra!). Bellissime le immagini del centro di controllo e di altre parti dl’America mentre tutti rimangono in trepida attesa finché la gioia esplode al sentire la frase di conferma del l’atterraggio: “Touchdown confirmed. We are safe on Mars”.

Curiosity è un vero e proprio laboratorio “ambulante”. Macchine fotografiche, video, analizzatore a raggi X, analisi della temperatura, pressione, chimica, dei fumi. Trapano e laser per scavare e scalfire le rocce. Forno per “cuocere” i sedimenti minerali da analizzare.

Il nome Curiosity è stato assegnato tramite concorso indetto dalla Nasa, che ha visto una bambina vincitrice, che ha potuto firmare il rover ed assistere in diretta al lancio dalla Terra.

 

curiosity__su_marte_c_erano_i_fiumOramai, grazie alle precedenti missioni e ai nuovi dati che Curiosity invia giornalmente, siamo certi che Marte, anticamente, ospitava acqua e, dalle foto del suolo marziano che presenta sassi arrotondati del tutto simili a quelli terrestri, si può anche dire che quest’acqua scorreva liberamente in fiumi. Queste ed altre analogie con la Terra fanno di Marte il pianeta più interessante da studiare e la sua vicinanza al nostro pianeta agevola tali studi. È ormai certo per Nagin Cox che tra circa 30 anni anche l’uomo atterrerà su Marte.

 

Non è mancato infine il tempo per le domande e la simpatica e competente Nagin ha risposto esaurientemente al pubblico presente. Entusiasmo e passione per un lavoro che ha lo scopo di svelare i misteri dell’universo, lavorando in team internazionali, senza pregiudizi di razza o di religione, con il senso di appartenenza di un unico pianeta, la Terra, con il contributo di uomini e di molte donne, che ci consentono di ampliare i nostri orizzonti, di regalarci emozioni, e migliorare la nostra vita.

Numeri: la missione spaziale su Marte costa in media  500 milioni di $, niente se paragonato al costo di un film di oggi: il signore degli anelli 300 mln di $, Avatar  400 mln di $, mentre i film minori si aggirano tra i 5 e i 10 mln di $.

 

Z. Nagin Cox

nagincox.jpgNagin, di origine indiana cresciuta in America, ha studiato grazie alle borse di studio e in questo modo ha conseguito un Bachelor of Science in Operations Research and Industrial Engineering e un Bachelor of Art in Psicologia presso la Cornell University. E’ stata anche ufficiale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, ha operato come tenente di stanza alla Wright-Patterson Air Force Base in Ohio e ha lavorato come ingegnere dei sistemi nella formazione dei piloti di F-16. Successivamente ha frequentato l’Air Force Institute of Technology, dove ha conseguito il master in Space Operations Systems Engineering. Con il grado di capitano, ha operato come Analista di Orbite al NORAD/Space Command a Cheyenne Mountain di Colorado Springs.

Dopo aver lasciato l’aeronautica militare, è entrata nel Jet Propulsion Laboratory (JPL) nel 1993, dove ha iniziato a dedicarsi alle missioni planetarie fuori dal sistema solare. Passando dal team responsabile della missione Galileo (fino al 2000) si è poi dedicata all’esplorazione del sistema solare come Deputy Team Chief della Spacecraft Rover Engineering Flight Team nel quadro delle missioni JPL Mars Exploration Rover.

Successivamente Nagin ha dedicato due anni alle esplorazioni fuori dal sistema solare come Deputy Project System Engineer nel quadro della missione del telescopio Keplero, finalizzato alla ricerca di pianeti simili alla terra in altri sistemi solari, per poi diventare supervisore dei sistemi di superficie presso il Systems Engineering Group del JPL.

Ha quindi ripreso l’esplorazione di Marte, assumendo la direzione di un progetto che è stato scelto come finalista per la missione 2016. Attualmente lavora al Mars Science Laboratory (MSL), lanciato dalla NASA nel novembre 2011, che ha raggiunto Marte nell’agosto 2012.

Nagin partecipa in qualità di relatore a conferenze e incontri divulgativi negli Stati Uniti, in Europa e in altri paesi del mondo, per raccontare la storia degli uomini e delle donne che stanno dietro queste straordinarie missioni spaziali. Nel tempo libero, Nagin gareggia in una squadra di dragonboating, si cimenta con il triathlon veloce e canta in un coro a cappella. Partecipa ad un programma di autodifesa delle donne ed è impegnata attivamente nel Women’s Rights Committee of Human Rights Watch.